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(Segue dalla home)...in una magica atmosfera, ricostruita e plasmata con l'uso maieutico della parola, che, sola, può guarirci da quel "male di vivere" che troppo spesso c' insidia. Raccontare e raccontarsi, rendere gli altri partecipi della nostra più nascosta interiorità, dare sensazioni in forme sempre diverse, scontrarsi con se stessi e con la vita, amore e ricordo, malinconia, solitudine, silenzio …
E la donna amata, che sia o meno l'immagine della madre scomparsa, è presente nel poeta e nella sua poesia che d'amore si nutre e vive intensamente ogni
attimo fino a farsi "brezza sul viso dei sogni" e "della mia voce il canto"…
La poesia stessa è spesso ispiratrice (e si fa quasi amante) di versi sublimi in cui si identificano passione e desiderio che si sciolgono come per incanto nello sfiorarsi di un bacio.
Un solo consiglio, quello di aprire il libro e di accedervi con consapevolezza, di gustarne ogni pagina ma soprattutto ogni parola come fossero pane fresco e acqua pura di sorgente, con cui sfamare e dissetare l'anima …
E per dirlo con le parole del poeta " transitare il cuore in altro cielo".
Nunzio Buono
"...dì quel che sapeva l'autunno"
Isbn 978-88-95948-15-7
120 pag. 10,00 euro
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